Podcast 3 - Flow, felicità e benessere

Ascolta FLOW: Felicità e benessere" su Spreaker.

Benvenuti a questo nuovo post, come sempre un saluto da parte mia a voi che ci state seguendo, ringrazio tutti coloro che sono andati su iTunes, Spreaker e Soundcloud oltre che Youtube e quelli che ci hanno commenti e suggerimenti, cerchiamo di rispondere rapidamente alle vostre mail, scusandoci per eventuali ritardi dovuti alla nostra presenza in aula durante i corsi, o per il coaching ed altre attività del nostro Team.

L’argomento di questo post è legato al post sulle strategie per la felicità ed in particolare avevamo visto il Metodo PERMA di Martin Seligman (Papà della Psicologia Positiva) la E del metodo riguardava una cosa particolare l’Engagement ossia il pieno coivolgimento in quello che facciamo come quando il tempo si ferma e siamo completamente assorti nel fare e siamo totalmente presenti in uno stato di Flow.

 

L’argomento di questo post nasce da una serie di ricerche fatte da uno Psicologo Ungherese trapiantato negli Stati Uniti il Dr. Mihaly Csikszentmihalyi la pronuncia è una specie di scioglingua per noi (Miai Cicsentmiai) una persona che ha dedicato 50 anni di studi e ricerche alla felicità argomento che torna di nuovo nel nostro Podcast in maniera insistente.

Potete vedere il Prof Csikszentmihalyi in un TED ove racconta la sua storia.

https://www.ted.com/talks/mihaly_csikszentmihalyi_on_flow/transcript?language=it

La sua passione per queste tematiche nasce all’età sette anni, egli visse la Seconda Guerra mondiale il suo decorso e il periodo post-bellico

e proprio durante questo periodo si rese conto di come alcuni degli adulti che conosceva fossero in grado di resistere alle conseguenze portate dalla guerra e di come alcuni fossero addirittura in grado di condurre una vita normale, appagante, soddisfacente e felice, dopo che il loro lavoro, la loro casa, la loro sicurezza erano stati distrutti dalla guerra.

Così iniziò a interessarsi allo studio di quali fattori contribuissero a costruire una vita degna di essere vissuta studiando filosofi, arte e religione per arrivare poi alla psicologia ma per puro caso, sempre che crediate al caso.

Il tutto grazie all’incontro, per una serie di strane coincidenze a Zurigo, con una persona che in un Cinema, gratuitamente parlava di antiche religioni, di psiche, di senso di ordine, quell’uomo era Carl Gustav Jung che di strane coindidenze o meglio di Sincronicità era uno studioso.

(Se non sapete cos’è la Sincronicità aiutatevi con il buon Google).

Da li iniziò il suo studio della Psicologia tutto imperniato intorno alla Felicità fino ad arrivare nel 1990 al suo libro più famoso dal titolo:

“Flow: The Psychology of Optimal Experience”

In quel libro, che è ormai un punto di riferimento per chi si interessa di Psicologia Positiva, Mihaly ci parla degli stati, che si vivono durante quella che alcuni chiamano “Peak Experience” altri “stato trascendente” alcuni nello sport chiamo “the zone” e che si raggiunge quando si ottengono una serie di condizioni e si arriva a quello che Malcom Gladwell chiama il “Tipping Point” da cui il libro: “Il punto critico. I grandi effetti dei piccoli cambiamenti” i cui riferimenti trovate nella sezione libri al termine del post.


In pratica il flow è quel particolare stato in cui:
è come se quello che stessimo facendo è vissuto in slow motion, con un senso di totale libertà, assenza si pensieri, totale presenza e focus con le azioni che stiamo svolgendo, in totale confidenza, senza percepire difficoltà alcune, in un frangente in cui potremmo fare qualsiasi cosa e verrebbe bene e ci sentiamo quasi euforici, in estasi.

Siamo totalmente spensierati, creativi e felici e tutto fluisce semplicemente e naturalmente.
Sembra esagerato vero ?

Ebbene è proprio quello che hanno descritto in un modo o nell’altro le migliaia di atleti, pittori, scultori, musicisti, attori e professionisti di vari campi, intervistati dal Professor Csikszentmihalyi.

La sua domanda di fondo era: “come si può vivere la vita come un opera d'arte e non come una serie di risposte caotiche ad eventi esterni".

E notate bene il come che è alla base della domanda, e non il perchè.

Come diciamo spesso in aula il perchè ti blocca nel pensiero mentre il come ti sprona all’azione.

Secondo Csikszentmihalyi la felicità non è frutto della fortuna o del caso e non è determinata da eventi esterni fuori dal nostro controllo ma è strettamene legata alla nostra volontà e a come ognuno di noi interpreta gli eventi che accadono e le esperienze che compie.

Vedete alla fine si ritorna di nuovo al concetto di Realtà percepità espresso anche da Shawn Achor insieme all’abilità di saper costruire dei punti di vantaggio.

(mi riferisco a cose discusse nel post nr1)

La felicità è quindi una condizione per cosi dire “innaturale" che generiamo e manteniamo noi con il nostro FARE.

Non siamo felici bensi facciamo la felicità.

Per arrivare a costruire efficacemente la felicità, mettendo insieme le strategie di Martin Seligman, di Shawn Achor, di Barbara Fredrickson e ovviamente di Csikszentmihalyi (Cicsentmiai), nel corso della vita operiamo un processo di selezione delle informazioni (mi riferisco anche al post nr.2 e al modo in cui filtriamo gli eventi percepiti) ogni persona seleziona ed organizza le informazioni acquisite nel contesto in cui opera secondo un suo criterio specifico viene attribuisce un valore una qualità all'esperienza associata a tali informazioni e poi tendenzialmente replica quelle esperienze in grado di produrre uno stato positivo/funzionale ed evita quelle generanti stati negativi/disfunzionali tipo stati di noia, stress, ansia etc.

Vi sono situazioni in cui riusciamo a non farci condizionare da fattori esterni, ci sentiamo protagonisti assoluti delle nostre azioni e questo produce una sensazione piacevole di gioia che viene ancorata in noi e ci fornisce una sorta di punto di riferimento su come vorremmo che sia sempre la nostra vita.

Il flow è quella situazione in cui tutto si svolge in armonia con le nostre decisioni, I nostri valori, le nostre convinzioni, i nostri bisogni e le emozioni sottostanti sono correlate ed armonizzate tra loro.

Pensate ai musicisti in una Jam Session oppure un’orchestra durante una performance particolarmente impegnativa o ad un alpinista che fa la sua scalata perfetta, il Bolt della situazione che migliora il proprio record, il musicista che compone un nuovo brano, Mozart o Beethoven che creano una nuova opera, il cuoco che crea il suo piatto perfetto, o il public speaker che apre un evento e si lascia trascinare dal pubblico in una orazione esaltante.

Cosa c’è in comune tra queste esperienze “ottimali” (come le definisce Csikszentmihalyi?

Il tratto comune di queste "esperienze ottimali" è che sicuramente non derivano da momenti di apatia, di stallo, di passività o rilassatezza, per intenderci non sono legati al piacere che può derivare da un massaggio al centro benessere, da un’ora di meditazione, da una cena gustosa o dall’aver ascoltato una bella musica.

Il Flow è uno stato che presuppone passione, creatività, il pieno coinvolgimento delle migliori capacità della persona, il suo Focus totale, la chiarezza dell’obiettivo da raggiungere, un ottimale senso di controllo con il corpo e la mente impegnati al limite, nulla può distrarci, siamo come immersi in una “Bolla Perfetta” in una dimensione temporalmente distorta.

L'esperienza ottimale dipende da noi, si determina non solo perché siamo protagonisti di quello che stiamo facendo ma perché siamo totalmente coinvolti nell'attività al punto che nient'altro ci importa in quel momento una sorta di sano egoismo focalizzato al conseguimento del nostro obiettivo del momento.

C’è una sorta di bilanciamento tra le difficoltà della performance ossia la sfida che stiamo per affrontare e le capacità che abbiamo a disposizione e la cosa importante è che il nostro dialogo interno, responsabile delle interferenze maggiori è spento, siamo in uno stato di “presenza” di totale “mindfulness”.

Nel coaching si definisce la “performance” (p) , come il nostro potenziale (P) al netto delle Interferenze (I) interne o esterne.

p=P-I

Trovare lo stato di Flow significa annullare le interferenze.

Nel grafico successivo rappresentiamo le diverse condizioni di performance in base al livello di difficoltà e le nostre capacità:

podcast n3 img1

Secondo Csikszentmihalyi questi sono gli elementi, le condizioni necessarie affinché si possa verificare un stato di flow:

1. Che ci sia un bilanciamento tra la sfida che stiamo per affrontare e le nostre capacità ossia le risorse a nostra disposizione.
2. Che si sia una perfetta integrazione tra l’azione e la consapevolezza del fare, potremmo definirla “presenza” essere nel “qui e ora”.
3· Che si abbia chiaro l’obiettivo cui è direzionata l’azione
4. Che si abbia un feedback immediato ed inequivocabile del nostro fare.
s. Che si sia totalmente Focalizzati sul compito da svolgere.
6. Che ci sia assenza di preoccupazione ossia controllo totale di noi stessi.
7. Che si viva una sorta di “perdita del senso di sé
8. Che il tempo scorra senza consapevolezza (distorsione temporale)
9· Che sia un’esperienza autotelica ossia che si provi “piacere nel fare, fine a se stesso” e non per le conseguenze/ricompense del fare.

NB: Autotelico deriva dal greco (auto & telos) ove "telos" significa "fine", "obiettivo" quindi Autotelico potremmo definirlo un obiettivo fine a se stesso la motivazione nel fare nasce proprio dal piacere intrinseco nello svolgere l’attività stessa.
Per fare un esempio personale, quando sono in aula durante i nostri corsi, mi capita di dire “mi spiace terminare questa giornata e lasciarvi, quello che stò facendo lo farei anche gratis tanto è il piacere ed il ritorno a livello di carica emotiva che ne traggo”.

Chris Gardner l’autore del libro “La ricerca della felicità” dice:

“Trova qualcosa che ami davvero fare: non riuscirai ad aspettare che sorga il sole per farla di nuovo”

Ed è per questo che nella cartellina che distribuiamo in aula c’è scritta proprio questa frase nel risvolto interno.

Se si riesce a trovare quell’attività che amiamo svolgere, per la quale sembra volare il tempo durante il suo svolgimento, che non richiede grandi sforzi e che ti riempe di soddisfazione,
allora probabilmente riesci a raggiungere il tuo stato di flow.

Basta ogni giorno saper bilanciare il livello di difficoltà salendo un poco alla volta compatibilmente con le nostre capacità.

È chiaro che l'esperienza di Flow si verifica quando sia le capacità sia le sfide che ci poniamo ogni giorno sono elevate, altrimenti man mano che cresciamo a livello di capacità se non sale il livello di difficoltà l’attività diventa noiosa e per ritrovare il livello di flow bisognerà cercare nuove sfide più impegnative. Questo ciclo si ripete salendo sempre di più di livello di complessità.

podcast n3 img2

Dal diagramma risulta evidente che quando ci si sente al di sopra del nostro livello personale medio di sfide e capacità, possiamo vivere uno stato di slusso mentre all’opposto se la sfida è di troppo inferiore alle nostre capacità, si presenta la noia o addirittura l’apatia. Altre combinazioni di sfilda/capacità portano a stati di ansia o eccitazione o totale controllo.


RIASSUMENDO

Possiamo dunque dire che da quanto emerso dalle oltre 8000 interviste realizzate da Csikszentmihalyi e da suoi collaboratori/colleghi, per la ricerca che ha condotto al libro.
Studiando frati domenicani, suore cieche, scalatori Himalayani, pastori Navajo etc a prescindere dalla cultura, dal livello culturale e dall’attività, esistono sette condizioni che sembrano esser presenti quando qualcuno si trova in un'esperienza di flow.

C'è una (1) concentrazione che, una volta che diviene intensa, conduce ad un senso di (2) estasi, un (3) senso di chiarezza, si sa esattamente cosa si vuol fare ad ogni determinato momento, e si ottiene una risposta immediata dal sistema corpo/mente. (4) Si sa che ciò che si deve fare è realizzabile, sebbene la sfida presenti difficoltà. (5) Si perde il senso del tempo che scorre si è totalmente nel qui e ora, (6) ci si dimentica del proprio sè e ci si sente parte di qualcosa di più grande si vive quel senso di “Significato” di Meaning” esattamente come nella M del metodo PERMA di Seligman ed infine c’è una (7) motivazione intrinseca in quello che si fà poichè qualsiasi cosa produciamo in stato di flow è già una ricompensa.

Quando queste condizioni si verificano, quello che si sta facendo vale la pena di essere fatto per il gusto di farlo per il senso dell’esperienza autotelica.

Bello vero? Vi è mai capitato di vivere questo tipo di esperienze?

Sono convinto che ognuno di noi le ha vissute almeno una volta e probabilmente più di una, accorgendosene ma senza dargli un reale significato se non di benessere totale e di felicità quasi di magia.

Ecco perchè, quando si trova quel tipo di attività che ci conduce ad uno stato di Flow dobbiamo tenercela stretta e focalizzare i nostri sforzi su essa per accrescere ogni giorno il livello di capacità e poter di conseguenza innalzare giorno dopo giorno l’asticella, potremmo tranquillamente dire che abbiamo scovato la nostra Mission che dovrebbe cioè diventare:
il vivere del fare questa attività che conduce al Flow”.

Qui di seguito trovate una serie di link a video che secondo me rappresentano buoni esempi di stati di flow, performance che spaziano dalla musica, alla pallacanestro, dagli sport estremi, alla danza, alla lirica.

Rilassatevi e godetevi queste performance ottimali:
"Yanni Live at Royal Albert Hall" Concert at London 1995 England:

Yanni - The Storm (Antonio Vivaldi) "The Concert Event" Live Concert from Mandalay Bay Events Center, Las Vegas 2004

 

Jam Session con Eric Clapton, Keith Richards & Chuck Berry :

 

Michael Jordan in azione in tiri impossibili:

 

Un pianista dalla velocità impressionante:

 

Chitarristi passati alla storia con i loro assoli:

 

Video di professionisti del PARKOUR che compiono evoluzioni incredibili:

 

Roberto Bolle che balla in un Opera:

 

Manolo che scala le dolomiti a mani nude

 

La campionessa olimpica Simon Biles alle ultime olimpiadi

 

La Callas che canta “Casta Diva”

 

 

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CONCLUSIONE

Per concludere, auguro a tutti quanti di poter vivere ogni giorno della vostra vita al meglio trovando l’attività che vi porti allo stato ottimale di flow, cercate con tutto voi stessi quell’attività e quando la troverete, scoprirete che la felicità è a portata di mano.

Nei prossimi podcast parleremo sicuramente ancora di felicità e benessere, oltre che di, coaching, di PNL, di metodi di apprendimento, di Problem Solving, di Brainstorming, di memoria, di Public Speaking, di relazioni genitori figli e tante altre cose.

Seguiteci e fateci seguire.

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Grazie di cuore e Buona vita a tutti 

da Roberto Micarelli e
da tutto il Team Nocom.

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