Podcast 2 - Bisogni emozioni valori e convinzioni: i motori della nostra vita

Ascolta Bisogni, emozioni, valori e convinzioni: I MOTORI DELLA NOSTRA VITA - Sottotitolo "Perchè facciamo quello che facciamo"" su Spreaker.

 

Siete curiosi di conoscere il perché di questo titolo vero? In PNL si chiama lettura del pensiero, una cosa che facciamo innumerevoli volte durante il giorno cosi come tante volte durante il giorno veniamo influenzati dal nostro Dialogo Interno, dal nostro motore di linguaggio che produce il nostro pensiero.

Siccome adoro gli aforismi essendo un’ottima metafora per trasmettere insegnamenti e far scatenare riflessioni, ne userò alcuni durante i nostri articoli per riscaldare il nostro cervello e metterlo in moto, Lev Tolstoy diceva che:
"Il segreto della felicità non è di fare sempre ciò che si vuole, ma di volere sempre ciò che si fa".


E di felicità abbiamo cominciato a parlarne nel primo articolo e nel primo Podcast “Le strategie per essere felici” che se non avete ancora ascoltato vi invito a farlo.

La scelta o decisione, è uno dei massimi poteri dell’essere umano, le scelte derivano dal modo di interpretare la realtà ossia dalle nostre percezioni e dalle nostre convinzioni, i nostri valori ed i bisogni più impellenti faranno il resto per scolpire la nostra vita e l’Intelligenza Emotiva, come forse avrete letto nel precedente podcast è proprio la capacità di integrare Pensieri ed emozioni per prendere decisioni sostenibili.

Ma integrare come? Direste voi?

Integrare sicuramente con i nostri bisogni i nostri valori e le nostre convinzioni.

Ma andiamo al nocciolo dell’argomento parlando proprio di questi motori della nostra vita.

Perché facciamo quello che facciamo?

Partiamo dal presupposto che al momento della nascita, un singola cellula con dentro il nostro patrimonio genetico si specializza in tanti modi diversi per dare vita ad un essere umano con un patrimonio di circa 100 miliardi si neuroni che daranno vita al nostro cervello, ad un sistema respiratorio, uno circolatorio, uno nervoso etc etc.
Tali neuroni nel corso della vita si organizzeranno in rete neuronali deputate a gestire i nostri ricordi, le nostre percezioni le nostre emozioni il nostro fare e quindi i nostri comportamenti, secondo lo schema:

STIMOLO-PENSIERO-EMOZIONE-AZIONE

Se tutti partiamo potenzialmente uguali perché qualcuno sembra “funzionare” meglio di altri?

Sembra assurdo pensare che un essere umano possa fare qualcosa che gli causi del male a livello psichico o fisico o entrambe le cose, eppure accade a tutti noi di prendere decisioni a volte scelte sbagliate, ma cos’è che ci fa prendere o non prendere decisioni?

Ovviamente il nostro cervello alimentato dai nostri pensieri, e dalle nostre emozioni.

La qualità della nostra vita è dipendente dalla qualità delle emozioni che maggiormente sperimentiamo e ciò su cui ci concentriamo (Il nostro Focus o la nostra attenzione) determina la nostra realtà (vera o irreale che sia) ma è la nostra realtà, i nostri valori e le nostre convizioni, fanno il resto, gli attaccano un significato ed una motivazione che fa scaturire una decisione che plasmerà in maniera più o meno significativa la nostra vita. Ma tutto è sempre funzione di ciò che pensiamo e del linguaggio che utilizziamo e di come lo utilizziamo.

Pensate ad una decisione presa anche di recente che ha prodotto un certo tipo di effetto tangibile nella vostra vita e chiedetevi:

Perché ho preso tale decisione?

La risposta che potrebbe emergere è: “Perché avevo uno o più bisogni (possiamo chiamarli desideri se preferite) da soddisfare, come tutti gli esseri umani e per soddisfarli mi sono fissato degli obiettivi che ho cercato di raggiungere con dei mezzi più o meno salutari, più o meno leciti adottando comportamenti dettati dalle mie convinzioni e motivati dai miei valori.
• Sicurezza
• Importanza
• Amore
• Varietà o cambiamento
• Desiderio di crescere
• Desiderio di contribuire

Tutto ciò che facciamo è però influenzato dalla Realtà che percepiamo (ne abbiamo parlato nel primo podcast).

Immaginiamo di filmare una scena per strada di un qualsiasi evento e tenerlo come base di partenza e di avere più persone che osservano l’evento:

1. I fatti e la realtà oggettiva in effetti sono uguali per tutti.
2. I fatti che ognuno di noi seleziona come importanti su cui focalizzare l’attenzione sono diversi, dipende dalle nostre inclinazioni, dalle nostre esperienze, dai nostri interessi, dai nostri valori e dai criteri o regole sottostanti (faremo un podcast interamente dedicato a ciò) e soprattutto dai nostri bisogni o desideri del momento.
3. Ognuno di noi attribuisce ai fatti che ha valutato importanti, un significato differente.
4. Il significato che abbiamo attribuito ai fatti conduce il nostro ragionamento a formulare delle ipotesi.
5. Sulla base di queste ipotesi traiamo delle conclusioni: la nostra verità o meglio la nostra realtà.
6. Queste stesse conclusioni possono creare, o rafforzare delle nostre convinzioni che guideranno poi le nostre azioni.

Sembra abbastanza logico (o ha almeno un senso) ma quando le convinzioni sono per cosi dire irrazionali il procedimento di scelta e decisione avviene quasi in automatico by-passando il nostro sistema razionale di controllo, si crea cioè una specie di corto-circuito che porta a risultati (pensieri/idee) del tipo:

1. C’è una realtà oggettiva.
2. Selezioniamo i fatti importanti per noi e su essi focalizziamo la nostra l’attenzione.
3. Le nostre convizioni poi determinano le nostre azioni.

In altre parole, le nostre conclusioni sono la verità assoluta, e pretendiamo che lo sia anche per gli altri ed i dati che utilizziamo nel nostro ragionamento sono gli unici che contano ma putroppo tale ragionamento, con esiti ovviamente diversi lo fanno anche gli altri coinvolti nell’evento.

Interessante vero?

Albert Ellis papà della terapia razionale emotivo comportamentale (REBT Rational Emotional Behaviuor Therapy) nata inzialmente come RET Rational Emotional Therapy) ed Aaron Beck papà della terapia cognitivo comportamentale (CBT Cognitive Behaviour Therapy) affermano che:

Non sono gli avvenimenti (Avversità/Evento = A) a generare gli stati emotivi (Conseguenze C), ma il modo di interpretarli (Pensiero Irrazionale B). Per questo motivo, se siamo capaci di cambiare i nostri schemi mentali, ovvero le nostre linee guida del pensiero, saremmo capaci di generare stati d’animo meno dolorosi, più positivi e in accordo con la realtà.

Ecco il ciclo di inferenza (ossia lo schema di pensiero che attiviamo nello standard operativo) che può essere rappresentato graficamente così:

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Che può diventare in caso di radicarsi delle nostre convinzioni:

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Proviamo a ragionare insieme su un possibile esempio di vita reale:

1. I fatti prevedono una coppia marito e moglie ove lei da un certo periodo di tempo torna più tardi la sera, e riceve molti messaggi sul suo cellulare (Realtà).
2. La mamma della moglie non sta benissimo negli ultimi tempi ma tale cosa viene eliminata dall’attenzione primaria del marito che seleziona come fatto importante orario ed sms (Selezione di fatti).
3. Il marito attribuisce ai fatti selezionati il significato che lei ha altri interessi oltre la famiglia e lui. (Significato attribuito ai fatti).
4. Il marito formula la seguente deduzione/ipotesi “non rappresento più, per lei, la persona di riferimento; non mi ama più”. (Ipotesi con lettura di pensiero).
5. Dall’ipotesi il marito passa alla tesi: “mia moglie ha una relazione extraconiugale, sta trovando altrove ciò che non trova più in me” (Tesi/Conclusione nuova realtà dedotta - inferenza).
6. Sceglie quindi il suo piano di azione motivato dall’emozione derivata dalla conclusione (pensiero) che potrebbe essere rabbia/delusione/frustrazione/odio Parte il dialogo interno (il nostro chiacchiericcio) “Adesso, vediamo come va … intanto le faccio vedere io con chi ha che fare … ora imparerà a conoscermi “ e compie qualche gesto di ripicca. (Azione)

Morale della favola il matrimonio rischia di fallire.

NB: Ovviamente per non rischiare di sembrare sessisti potete girare la scenetta capovolgendo i ruoli il risultato è più o meno lo stesso.

Ora se, abbiamo familiarità con questi concetti, possiamo insieme affrontare conversazioni difficili in modo competente ed efficace partendo da un presupposto fondamentale e vitale per ogni essere umano che è l’INTENZIONE di volere ottenere un certo risultato.

Se l’intenzione prevede che non ci sia un vincitore ed un perdente ma che si vinca entrambe il risultato potrà essere raggiunto altrimenti consciamente o inconsciamente agiremo di conseguenza per soddisfare l’intenzione di partenza.

Per aiutarci in un dialogo costruttivo potremmo ad esempio rivolgerci a vicenda alcune domande per dare sostanza alla conversazione ragionando su fatti e deduzioni:

1. Quali sono i fatti che portano alla tua conclusione?
2. Siamo tutti d’accordo su questi fatti? Oppure no?
3. Sono questi i fatti più rilevanti per te?
4. Qual’è il tuo ragionamento? In che modo arrivi alla tua conclusione?
5. In che modo siamo arrivati insieme a fare queste ipotesi partendo da questi dati?

È ovviamente un’idea di un possibile scenario che sarà gestibile laddove il livello emozionale non influenza la scala di inferenza in pratica l’idea è che quello che in Programmazione Neuro Linguistica si chiama Stato influenzi in maniera preponderante le nostre scelte ossia il nostro comportamento.


Potremmo rappresentare graficamente la cosa nel seguente modo:

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Le domande che ci facciamo e le risposte che ci diamo influenzate dai nostri valori, dalle nostre convinzioni dalla nostra fisiologia e dalla selezione dei fatti che operiamo, danno luogo alla creazione di una Realtà.

Vediamo in un’altra illustrazione come possiamo mettere insieme alcuni tasselli del nostro meraviglioso, intrigato ed a volte complicato mondo interno:

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Come interpretare questo schema:

1. Importantantissimo è lo stato di partenza qui non indicato che può influire sui nostri processi interni.
2. C’è un evento/stimolo esterno che viene filtrato dai nostri sensi
3. Tutte le cose all’interno della rappresentazione della testa ossia le decisioni prese nella vita, i ricordi, le nostre capacità, lo spazio ed il tempo i nostri valori e regole, le nostre convinzioni, i meccanismi di condizionamento del passato (detti ancore in PNL) ed una serie di programmi interni che definiscono la nostra personalità detti metaprogrammi, insieme ai nostri bisogni primari, definiscono quella che chiamiamo una Mappa della Territorio e come affermava il papà della semantica generale Alfred Korzybski, “La mappa non è il territorio” ossia la nostra realtà interna soggettiva, differisce da quella esterna oggettiva è cioè una nostra astrazione.
4. Questa astrazione/mappa crea come abbiamo detto una rappresentazione (realtà) interna che abbinata alla fisiologia attuale produce un stato che definisce un comportamento quindi una risposta.

Ovviamente abbiamo dato per scontato la comprensione di tanti concetti che vengono trattati durante i normali corsi Practitioner e Master Practitioner in PNL ma supponendo di aver compreso per macro aree il concetto, potremmo semplificare il tutto con il seguente schema:

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Il tutto vale al netto di patologie psico-fisiche che potrebbero alterare la logica di questa concettualizzazione rendendola decisamente più complessa di quello che è, nel senso che  dovremmo aggiungere al ragionamento gli oltre 300 disordini mentali previsti dal DSM V o dall ICD 10 (i manuali diagnostico statistici dei disordini mentali attualmente usati dai professionisti del settore), questo ci fa capire che la complessità diventerebbe infinita.

Come semplificare se possibile ciò ?

Cercando di comprendere i mattoncini principali che compongono il nostro essere e conducono al nostro fare che sono stati inseriti non a caso nel titolo del nostro articolo.

VALORI – CONVINZIONI – BISOGNI – EMOZIONI

Se vi chiedessi: Sapete cos’è importante per voi in amore, sul lavoro, nell’amicizia, nella crescita personale, nella salute , nel divertimento cosa rispondereste ?

Se vi chiedessi di cosa sei certo in merito al lavoro, a te stesso, all’amore, all’amicizia al divertimento, cosa direste ?

Vi siete mai chiesti cosa vi manca maggiormente in questo momento e di conseguenza di cosa avete maggiormente bisogno ? E soprattutto riuscite a soddisfare questi bisogni  ? Se si come ? Ce n’è uno che prevale ora ?

Avete mai tenuto un diario delle emozioni ed uno del giudizio nel senso di tener traccia (solo per gli eventi più rilevanti) dei momenti e delle emozioni che sono prevalenti per voi durante la giornata ed avete mai fatto una semplice riflessione sul “grilletto” che ha fatto scaturire la certa emozione o ancora, quando avete giudicato ed in che modo voi stessi e/o gli altri.

Bene, se riuscissimo veramente a tener traccia razionalmente di tutto ciò, potremmo forse accrescere la nostra consapevolezza comportamentale e vivere meglio concentrandosi sul nostro “Qui ed ora” e vivere la “presenza” o meglio vivere nel Presente.

La domanda è cosa ce lo impedisce?” 

La risposta è la mancanza di abitudine e come si crea un abitudine ? Semplicemente ripetendo un comportamento per un certo numero di giorni di seguito, alcune ricerche sostengono che mediamente in due mesi circa si crea un’abitudine semplice  altri come Maxwell Maltz nel suo libro Psicocibernetica  sosteneva che in 21 giorni si  può creare un abitudine che può portare ad un grande miglioramento.

 

RIASSUMENDO 

Siamo governati dalle emozioni, viviamo per soddisfare un certo numero di bisogni e nel farlo scegliamo dei mezzi a volte utili a volte meno.

Quando accade un qualcosa interpretiamo la realtà secondo una nostra mappa unica e personale, il risultato di questa mappatura (il nostro pensiero) è un comportamento abbinato ad uno stato e quindi di nuovo ad un’emozione.

Effettuiamo delle scelte ossia prendiamo delle decisioni motivati dai nostri valori che chiedono conferma alle nostre convinzioni prima di far scaturire delle azioni.

A volte questo processo, a causa di cattive abitudini e convinzioni limitanti crea un cortocircuito a livello di elaborazione, producendo comportamenti più o meno automatici disfunzionali.

OBIETTIVO

Se imparo a riconoscere i miei bisogni, i miei valori le mie convinzioni e gestire le mie emozioni posso interpretare al meglio il copione della mia vita. Copione che a volte è scritto da altri e noi lo interpretiamo solamente, ma che possiamo riscrivere grazie a questa consapevolezza che ci può permettere di diventare scrittori, registi, sceneggiatori ed attori di un film meraviglioso.

 

CONCLUSIONE

Obiettivo dei prossimi Podcast sarà proprio quello di giocare insieme alle nostre emozioni, i nostri valori, i nostri bisogni e le nostre convinzioni in maniera più efficace possibile, imparare a vivere meglio nel presente e gestire meglio i momenti di ritorno al passato e fuga verso il futuro a livello di attivazione di stati di tristezza, ansia o similari.
Ora per concludere questo Podcast oltre a ringraziarvi per essere giunti fin qui, vi invitiamo a lasciarci come sempre dei commenti sia sulla nostra pagina facebook che alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Vi invito come sempre a lasciare una recensione (se possibile a 5 stelle) per aiutarci a migliorare i contenuti e darci nuove idee ed argomenti di discussione o per interagire e chiedere delucidazioni etc.

Condividete il contenuto del podcast.

E ricordate il corso dei corsi il Practitioner in Programmazione Neuro Linguistica, che parte (primi 4 giorni) il 20-21-22-23 Gennaio.

Grazie di cuore e Buona vita a tutti da Roberto Micarelli e da tutto il Team Nocom.

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