Podcast 4 - Ridipingi i tuoi ricordi (Il pittore delle sottomodalità)

 

Benvenuti a questo nuovo post, della Nocom dedicato a strumenti di crescita e sviluppo personale un saluto da parte mia a voi che ci state seguendo e a voi che ci seguite per la prima volta, sono Roberto Micarelli, Trainer e fondatore della Nocom. 

Il mese scorso,siamo stati per 4 giornate in aula con delle fantastiche persone che hanno investito il loro tempo nel Practitioner in PNL un percorso veramente unico che non può essere raccontato ma solo vissuto..

.. e vedendo come al momento di affrontare la parte dedicata ad uno degli argomenti chiave della PNL…

le persone iniziano il vero cambiamento che il Practitioner stimola loro….

ho deciso di dedicare questo articolo ed il Podcast correlato (che trovate come al solito su SpreakeriTunesSoundcloud e Youtube)  ad una cosa che tutti spesso utilizzano inconsciamente ma pochissimi sanno governare a loro beneficio.

Il modo in cui usiamo ImmaginiSuoni e Sensazioni per costruire la nostra “Realtà” interna (quella che chiamiamo Mappa) in seguito a stimoli che riceviamo dall’esterno o dall’interno produce la nostra risposta. 

Omar Falworth autore di decine di libri di sviluppo e crescita personale cita:

“Ruba tutti i colori del mondo e dipingi la tela della tua vita eliminando il grigio delle paure e delle ansie. Abbandona i tuoi vecchi abiti mentali e vestiti di allegria.”

Falworth ha anche scritto una bellissima poesia sulla Felicità che troverete a fine post per riagganciarci alle puntate precedenti ove per l’appunto si parlava di felicità.

Il concetto di ridipingere i nostri ricordi diventando pittori della nostra vita grazie alle sottomodalità è ovviamente una metafora ma i risultati di queste strategie sono invece reali e spesso inaspettati.

Chi ha seguito o sta seguendo un corso Practitioner in PNL sa benissimo di cosa stiamo parlando ma non bisogna essere esperti per comprendere quello che vi racconterò, anzi per assurdo, essendo una cosa che è dentro di noi e che sopratutto da bambini “facevamo” bene, si tratta solo di riattivare questa risorsa momentaneamente sopita per riprendere l’abilità.

Bandler nel suo libro stile racconto, “Scelgo la libertà” esordisce scrivendo: 

“Agisci come se fossi l’elemento che controlla la tua vita: quando lo farai allora lo sarai” 

Beh sicuramente qui c’è gran parte del succo della PNL fare, non essere e tra le attitudini del fare, c’è quella di agire come padroni dei nostri pensieri, ossia:

diventare noi il pittore della nostra vita evitando di “imbrattare” o fare “imbrattare” le pareti della nostra stanza più sacra” ….. “quella del nostro cervello”.

Ecco come fare, la teoria è molto semplice, la pratica richiede costanza.

Alcuni di voi incontreranno lievi difficoltà all’inizio mentre per altri il risultato a volte è addirittura immediato e sorprendente.

Spesso i ricordi o i pensieri diretti verso il futuro generano come risposta, sensazioni, emozioni, sentimenti poco piacevoli che spaziano dal, timore, all’ansia, alla tristezza alla depressione a volte.

La cosa affascinante è che tutto dipende dal modo in cui rappresentiamo, creiamo la nostra realtà interna.

Cambiando rappresentazione (e qui interverrano le sottomodalità) cambieranno le sensazioni associate al pensiero (ricordo o futuro) e quindi cambierà il nostro “stato” ossia come ci sentiamo e probabilmente come ci comporteremo di conseguenza.

Mi viene spontaneo ricordarvi che se fossimo sempre in  Flow, per riagganciarci al Podcast nr 3, difficilmente proveremmo sensazioni spiacevoli legate al futuro o al passato.

Ciò non è sempre possibile quindi apprendere strategie per stare meglio quando viaggiamo avanti o dietro nel tempo può essere utile.

UN BREVISSIMA PARTE DI TEORIA

Per rappresentare la realtà ossia mappare gli stimoli (che ci arrivano tramite inostri  5 sensi) che riceviamo dall’esterno o dall’interno utilizziamo gli stessi 5 sensi.

Per creare significato, usiamo il sistema visivo, uditivo, cinestesico, olfattivo e gustativo, in PNL questi si chiamano sistemi rappresentazionali o modalità che riassumiamo in V A e K (V=Visual A= Auditory K=Kinestetic).

Ora se chiedessimo ad una persona, come questa rappresenta dentro di se un ricordo e cosa prova a fronte di questo ricordo, la persona potrebbe rispondere:

“Beh vedo delle immagini, ci sono dei suoni e provo delle sensazioni”.

Cosa che accade sostanzialmente a tutti (anche se con combinazioni diverse) ma cosa significa ciò ?

Grammaticalmente corretto ma a livello di significato incomprensibile o al limite con migliaia di possibili significati.

Avere una rappresentazione più dettagliata della struttura dell’Esperienza soggettiva di una persona (è questo che studia la PNL) tramite le sottomodalità ci permette di comprendere meglio.

Le Immagini possono essere: chiare o scure, a colori o in bianco e nero, vicine o lontane, nitide o sfocate, in un cornice o panoramiche, possiamo vederci nella scena oppure no e cosi via.

I suoni possono esserci o non esserci nella nostra rappresentazione e se ci sono possono avere un volume, un tono, un ritmo, venire da destra o sinistra o essere tutt’intorno e cosi via, possono esserci delle voci oppure delle musiche etc

Le sensazioni sono normalmente localizzate in qualche parte del corpo, possono avere un verso, possiamo percepire la temperatura, la pressione, la leggerezza, la ruvidità etc

Combinando questi elementi costruiamo la nostra Mappa ossia la nostra Realtà che rappresenta un lavoro della nostra mente che produce una risposta a livello di sensazioni quelle che chiamiamo K che possono essere + se ci fanno star bene e – se ci fanno star male.

Ora, difficilmente un brutto ricordo può produrre una risposta positiva, quindi verrebbe da pensare che conviene cancellare i ricordi ma ciò non è possibile salvo situazioni molto particolari non oggetto di questo post.

Quindi la quasi totalità di noi sta male a fronte di un brutto ricordo o per l’esattezza:

“Stiamo male non in base al ricordo ma in base al significato che diamo a tale ricordo”

Siccome il ricordo o meglio l’evento non possiamo cambiarlo, l’unico elemento che possiamo modificare è il significato ma per modificare ciò dobbiamo avere uno stato funzionale e l’unico modo di fare ciò è cambiare il nostro film interno o cambiare la nostra galleria di quadri del passato se usiamo immagini.

Come farlo ?

Semplice diventando registi e pittori, due metafore che rendono molto bene l’idea del fare di cui abbiamo bisogno.

Per comprenderci potremmo come gioco predere ad esempio una sequenza del film “

” nella scena del molliccio.

 

 

In questa sequenza l’idea di fondo è che se c’è qualcosa che ci spaventa nella nostra mente:

rendendo ridicola l’immagine o meglio la rappresentazione di quella cosa, la andiamo a depotenziare fino a farla diventare quasi neutra.

Una volta che il nostro cervello ha percepito una risposta nuova (il ridere ad esempio) la volta prossima che penseremo a quella cosa potremmo già stare meglio e se ripetiamo la cosa più volte per alcuni giorni ecco che magicamente impariamo da soli a cambiare significato all’evento ristrutturando l’esperienza passata o affrontando meglio quella futura.

Alcune volte in aula mi sono capitate persone che vivevano ogni giorno con fastidi allo stomaco, a volte anche bruciori, acidità etc al solo sentire la voce del proprio “capo” o appena vedevano il volto di una persona che gli dava fastidio.

Giocando sul modo in cui queste rappresentavano nella loro mente queste esperienze ecco che improvvisamente l’effetto fastidioso dimuniva fino a sparire e dopo alcuni minuti chiedevo loro di sforzarsi di ripensare al quelle persone o alla loro voce e improvvissamente queste non producevano più l’effetto indesiderato anzi….

In alcuni casi il giorno dopo mi sono arrivate mail di queste persone che addirittura hanno rischiato di scoppiare a ridere in faccia alle persone che prima le facevano star male con la sola voce.

Cambiando il loro stato d’animo, da li in poi hanno iniziato a rivedere il loro rapporto con queste persone e le cose sono migliorate pian piano.

Il tutto giocando con le sottomodalità pensate !!!!

Facciamo un sperimento insieme

Bene fermatevi un attimo, fate un bel respiro lento e chiudete nel frattempo gli occhi.

Per fare questo esercizio sarebbe opportuno o che qualcuno vi legga la parte restante o che mettiate in Play il Podcast (poi lasciate una recensione che ci fa piacere).

Accedete al vostro archivio ricordi, per prendere un evento che magari si ripete spesso e del quale avete diverse registrazioni. 

Questo ricordo deve al solo pensiero generarvi un fastidio, in una scala da 1 a 10 (ove 10 è una tragedia) diciamo di valore 7 (non cercate di fare gli Indiana Jones della situazione).

Ora dovete concentrarvi sul rispondere mentalmente ad alcune domande:

Riavvolgete la scena dall’inizio se siete in un video fermandola al primo fotogramma o guardate la foto se è una foto.

Vi chiedo se vi vedete all’interno della scena o se siente nella scena. Per chi si vedesse va bene cosi, a chi invece è dentro la scena gli chiedo di immaginare (è un lavoro standard per il nostro cervello, lo state già facendo mentre mi ascoltate) chiedo di uscire fuori come se fosse in un cinema e di proiettare la scena su uno schermo e rivedervi insieme alle persone o cose che c’erano in quel momento.

Ora che dovremmo essere tutti fuori possiamo far ripartire la scena e rivivere il ricordo facendo sempre caso al fatto che dobbiamo vederci in quella scena.

Già questa cosa sopratutto per chi era dentro produce una riduzione dei fastidi associati.

Ora tutti insieme agiamo come se fossimo dei registi, sul mixer audio, video e sensoriale del ricordo.

Continuando a respirare più lentamente possibile e a restare visibili nella scena del ricordo, vi chiedo di allontanare l’immagine o meglio lo schermo di proiezione rendendolo un poco più piccolo ma pur sempre visibile.

Come vi sentite ? Sicuramente la maggior parte di voi starà già meglio per chi invece non è cambiato nulla continuate, avverrà dopo con altre modifiche.

Ora agendo sempre sull’immagine, vi chiedo di renderla un poco più sfumata e meno luminosa allontanandola un altro poco. (Per chi sentisse che le sensazioni peggiorano lasciate l’immagine cosi come era) gli altri invece avranno anche da questo tratto un beneficio.

Ora sfocate la scena come se poteste agire sulla manopola della sintonia del video (come si faceva una volta con le vecchie televisioni). 

Per chi ha un immagine al posto del video immaginate come se la scena fosse in quadro e vi chiedo di attaccare il quadro come se fosse in una vecchia ed antica galleria d’arte.

Allontanate la scena sempre di più fino a vederla piccolina piccolina come in uno schermo di un telefonino ma visto a distanza di 10 metri e sfocato come se foste leggermente miopi.

Cosa accade alle vostre sensazioni ? 

Molto meglio vero ? 

Sembra strano ma non abbiamo cambiato nessuna storia, nessun ricordo eppure girando la scena con queste caratteristiche la cosa ci da meno fastidio.

Ora se volete potete ridurre la scena ad un piccolo puntino all’interno del quale fate sempre più fatica a vedervi.

Quando lo volete potete riaprire gli occhi.

Strano vero ? Una cosa cosi semplice che produce un risultato cosi efficace.

Ora contate fino a tre, richiudete gli occhi e cercate di  sforzarvi con tutto voi stessi di riagganciare il ricordo nella sua versione originale con tutti i fastidi annessi e connessi. Tornate al ricordo e rigirate la scena o riprendete l’immagine cosi come era prima dell’esercizio.

Ci riuscite ?

Sicuramente la maggior parte di voi avrà difficoltà, provate più volte e valutate cosa accade.

Per chi invece giocare sulle immagini non ha prodotto risultati tangibili vi chiedo di tornare alla scena e laddove erano i suoni ad essere più impattanti a livello di risposta, vi chiedo di provare a ridurre il volume leggermente e di spostare il suono dal canale destro a quello sinistro o viceversa, sopratutto se questo suono era una voce e se potete di prendere questa voce e di trasformarla in quella di Paperino oppure Topo Gigio o qualsiasi altro personaggio di fumetti che vi riesca facile ricordare, pensate di avere a disposizione un filtro che distorce la voce.

Cosa accade se fate ciò ?

Meglio ?

Ottimo 

Per alcuni potrebbe bastare velocizzare la voce , per altri cambiargli tono in alto o basso per altri rallentarla all’esasperazione.

Cercate voi la ricetta delle sottomodalità che producono il cambiamento delle sensazioni (le chiamiamo sottomodalità critiche).

Agite sui cursori audio video sensoriali come se aveste un mixer a portata di mano o meglio a portata di cervello.

Se ancora non cambia nulla andiamo alla sensazione che provate, se la sentite muoversi dentro di voi cercate di comprendere dove e fermatela delicatamente oppure cambiategli verso accellerandola proprio nel verso opposto. 

Se invece percepite un blocco, magari al petto o alla gola immaginate di rendere più leggero questo senso di peso, di blocco, immaginando attaccato ad esso dei bellissimi palloncini colorati che al vostro via, faranno sollevare il blocco, sempre più in altro fino a sparire all’orizzonte, dandovi un senso di leggerezza e libertà.

Bene, quello che abbiamo fatto è giocare con le nostre sottomodalità come se fossimo i pittori della nostra vita.

Bello vero ? Immaginate questa cosa fatta con una persona che vi guida vedendo la vostra risposta cosi come fanno i ragazzi in aula durante i nostri corsi. Il risultato a volte è talmente efficace da sembrare impossibile.

Questa è la magia delle sottomodalità il modo in cui noi rappresentiamo la nostra realtà interna.

Volete esercitarvi ?

Ecco il workbook dedicato a questo post: 

SCARICA IL WORKBOOK DEGLI ESERCIZI DEL POST

LINK AI LIBRI CITATI NEL POST

 

Vivere Ovvero Elevare la Propria Vita e Renderla più Vera Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere
Scelgo la Libertà - Corso di PNL Voto medio su 29 recensioni: Buono
Guida per l'Esperto alle Submodalità Voto medio su 3 recensioni: Da non perdere

CONCLUSIONE

Per concludere, auguro a tutti quanti di poter vivere ogni giorno della vostra vita: “come un pittore” parafrasando i Modà:

 

Vi avevo promesso in conclusione la poesia sulla felicità di Omar Falworth ed eccola qui:

Omar Falworth (La felicità)

Tutti la cercano 

ma pochi la trovano

Tantissimi l'hanno già

ma non si accorgono di averla

Tanti si accorgono di averla avuta

quando ormai non l'hanno più

Moltissimi sono convinti dipenda dal denaro

Molti la confondono con la serenità o

l'euforia dei momenti migliori

I materialisti credono sia il piacere

I romantici pensano sia l'amore

Gli ammalati dicono che è la salute

Io dico che è la vita

Chi si è trovato sul punto di morire 

(e non è morto)..è felice..perchè?

..perchè vive.

 

…. e dunque buona vita a tutti e grazie per averci seguito anche questa puntata e ricordatevi:

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Ovviamente se la recensione è a 5 stelle saremo maggiormente felici. 

Grazie di cuore e Buona vita a tutti

da Roberto Micarelli e

da tutto il Team Nocom.

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